Intervista al designer Valerio Cometti

Sensibilità da designer e visione da ingegnere sono caratteristiche non facili da trovare in un’unica persona: Valerio Cometti,  fondatore dello studio “Valerio Cometti+V12 Design”   e designer delle Serie Master e Professional Bertazzoni per il mercato nord americano le riassume entrambe.

Cometti si interfaccia con il design portando con sé il suo background di studi in ingegneria meccanica e le esperienze all’estero, sapendo cogliere e gestire il dialogo fra le forme e i materiali, unitamente agli strumenti e la determinazione tipici dell'ingegneria. Proprio da questo incontro tra arte e tecnologia scaturisce la sfida della collaborazione con Bertazzoni... scopriamo di più!

 

"Vi attende una sfida come il ridisegnare la Porsche 911…":  la vostra collaborazione con Bertazzoni parte da qui. Com'è andata?

 

La sfida è stata complessa, ma vedere le espressioni soddisfatte di tutti il giorno del lancio delle due serie di prodotti ha ampiamente ripagato degli sforzi. Quando si “ridisegna la 911” la prima cosa da fare è imparare a conoscere il passato e soprattutto capire quali siano gli elementi stilistici e funzionali che hanno reso una certa serie di cucine la “911” di casa Bertazzoni.

L’obiettivo è non fermarsi ad un livello puramente morfologico, di sola ispirazione formale, bensì capire il linguaggio e i valori che l’Azienda vuole esprimere: solo in questo modo si riesce a raggiungere la necessaria profondità in grado di generare progetti longevi e in grado di comunicare al contempo continuità ed innovazione.

Il fatto di lavorare con numerosi marchi storici italiani ci ha insegnato a gestire alte aspettative e “pesanti” eredità progettuali.

Nel caso di Bertazzoni, la gestazione dei progetti è stata particolarmente proficua e piacevole grazie all’ottimo rapporto che si è instaurato fra il nostro studio e l’azienda: mantenere un intenso dialogo e un fertile confronto con il marketing e l’R&D dell’azienda committente è il modo più efficace per centrare l’obiettivo progettuale.

 

Avendo una formazione come ingegnere meccanico, quali sono state le caratteristiche che ha tenuto in considerazione nella progettazione dei prodotti Bertazzoni?

 

La formazione ingegneristica nella mia professione di creativo si esprime principalmente su due fronti: la capacità di entrare in profonda sintonia con gli aspetti tecnici e manifatturieri del progetto e l’impiego di un metodo di lavoro rigoroso e preciso.

Questi due fronti sono erroneamente considerati antitetici, se non talvolta lesivi, alla professione del designer, ma la mia personale testimonianza è che non c’è niente di più sbagliato: dare profondità e struttura alla fase creativa ne aumenta la forza e la capacità propulsiva, le idee nascono con una solidità maggiore e permeano con maggior facilità i naturali filtri di approvazione che le aziende pongono.

Aver capito con profondità le esigenze funzionali e i requisiti ergonomici ci ha permesso di tradurli correttamente in forme in grado di esprimere la qualità e la prestazione delle cucine Bertazzoni.

 

 Parlavamo di Porsche... oltre alla tecnologia il design ha un aspetto molto importante anche in un elettrodomestico: come lo avete combinato?

 

Tecnologia e design sono un’abbinata molto potente e di grande interesse per il mio studio.

É però necessario conoscere la tecnologia in profondità per poterla integrare nel design in modo autentico e sincero, in caso contrario ci si limita a farne delle citazioni ornamentali.

Nel caso dei progetti per le cucine Bertazzoni uno dei valori che mi premeva mettere in luce era la grande qualità manifatturiera espressa dall’azienda: volevo che tutta la cucina sembrasse quasi ricavata da un unico blocco di metallo.

Numerosi dettagli formali che abbiamo disegnato per le cucine Bertazzoni sembrano essere il risultato della lavorazione a controllo numerico: è un modo molto diretto di celebrare la qualità e la tecnologia industriali dell’Azienda.

Nel mondo della tecnologia è in atto una smaterializzazione delle interfacce, con conseguente proliferare di schermi touch-screen, superfici sensibili al tatto: lo vediamo anche semplicemente nelle nostre automobili. Nel caso delle cucine Bertazzoni si è trattato di una piacevole boccata di ossigeno, potendo lavorare su progetti di grande fisicità e “tattilità”: personalmente ritengo sia un ottimo modo per conferire grande longevità al progetto.

 

La cucina free standing Bertazzoni della Serie Professional ha recentemente vinto il prestigioso Red Dot Award. Qual è stata la marcia in più di questo prodotto secondo lei?

 

Onestamente è molto difficile dire quale sia stato l’elemento che ha convinto la prestigiosa giuria a conferire il premio a questo progetto.

In generale sia la serie Master sia la serie Professional posseggono elementi di spicco dal punto di vista progettuale: dalle riuscite proporzioni ai curati dettagli, qualsiasi sia la scala di valutazione adottata per valutare i due progetti si trova “pane per i propri denti”!!

Battute a parte, quando si vince un award internazionale è sempre un momento di gratificazione per tutta la squadra che ha contribuito al progetto: significa che il progetto ha saputo veicolare verso i giudici tutti gli obiettivi che azienda e designer si erano posti.

E’ difficile per me parlare di elementi di spicco in questo progetto, perché mi sembrerebbe di essere immodesto e di plaudere al nostro lavoro, ma sicuramente conservo con piacere il ricordo delle chiacchierate con Valentina Bertazzoni ed i suoi colleghi, durante le quali si parlava della cucina come di un’architettura, nella quale proporzioni e dialogo fra le parti dovevano rispondere a criteri di valutazione molto alti e raffinati: certamente un modo molto appagante di progettare.

 

 Come si applica il Deep Design Thinking al mondo degli elettrodomestici e all'interior design?

 

Il “Deep Design Thinking” è un processo creativo molto potente e vasto: discipline quali il product design e il graphic design rientrano al suo interno, ne sono parte.

Attraverso il Deep Design Thinking il nostro studio applica il pensiero creativo ad ambiti molto ampi della vita dell’azienda: dall’individuare nuovi modelli di business al creare dei trasferimenti tecnologici fra settori molto distanti fra loro.

Nel caso dei progetti Bertazzoni, la sfida era circoscritta al campo del product design, ma magari un giorno potrà essere interessante confrontarsi con il team Bertazzoni in un ambito di Design Thinking per ipotizzare nuovi scenari di cottura e individuare nuove abitudini domestiche.

 

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